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Abitudini

Quanti libri leggere in un anno? (non esiste un numero magico)

6 min di lettura
Una libreria in legno con dodici scomparti etichettati da gennaio a dicembre, ciascuno con i libri letti in quel mese

Ogni gennaio torna la stessa domanda: quanti libri leggere in un anno? Dodici? Ventiquattro? La sfida dei cinquanta libri di cui parlano tutti? La risposta onesta, subito: non esiste un numero magico, e inseguire la cifra di qualcun altro è uno dei modi più rapidi per finire col leggere di meno, non di più. L’obiettivo giusto è personale, nasce dal tuo ritmo di lettura reale e dalla tua vita reale, e si regge sulla costanza più che su una cifra tonda scelta in una schermata di obiettivi.

Il numero che riesci davvero a mantenere batte il numero che fa scena. Ogni volta.

In breve

Non esiste un numero corretto di libri all’anno, perché un libro è un’unità di misura molto irregolare: dieci romanzi densi possono valere più di quaranta libri brevi. Le medie sono gonfiate dai lettori forti e non descrivono quasi nessuno. Calcola invece il tuo ritmo naturale partendo da una giornata normale, poi fissa l’obiettivo annuale poco al di sotto, così lo centri spesso. Un obiettivo modesto che raggiungi vale più di un obiettivo ambizioso abbandonato a marzo, e tenere d’occhio le pagine oltre al numero di libri mostra la sostanza che un semplice conteggio nasconde.

Perché il "numero giusto" è un mito

Non c’è una risposta universale perché "un libro" è un’unità di misura molto irregolare. Un libro può essere cento pagine leggere oppure ottocento dense. Può essere un romanzo da spiaggia che finisci in un weekend o un testo di filosofia con cui combatti per un mese. Contare i libri mette tutti questi casi sullo stesso piano, ed è evidente che sullo stesso piano non sono. Chi legge dieci libri lunghi e impegnativi in un anno può aver letto molto di più, in pagine e in fatica, di chi ne ha divorati quaranta brevi.

La premessa stessa di una cifra unica è quindi traballante. Un obiettivo di cinquanta libri ti spinge silenziosamente verso libri più corti e veloci solo per far quadrare il conto, ed è curioso lasciare che sia un numero a decidere i tuoi gusti. La domanda non è quanti libri, ma quanta lettura, con quanta costanza e con quale piacere.

Cosa dicono davvero le medie (poco)

È naturale volere un riferimento, così si guarda alla media. Le indagini degli ultimi anni indicano una forbice enorme: gran parte degli adulti legge solo una manciata di libri all’anno, mentre un gruppo più piccolo e appassionato ne legge decine. Il problema è che quel gruppo tira parecchio la media verso l’alto, così il valore finale non descrive quasi nessuno.

Soprattutto, una media descrive ciò che le persone fanno, non prescrive ciò che dovresti fare tu. Sapere che alcuni leggono quattro libri all’anno e altri settanta non ti dice nulla sull’obiettivo giusto per la tua vita. Prendi qualsiasi cifra come contesto vago, un promemoria di quanto sia ampia la forbice, non come un’asticella che non sei riuscito a superare. L’unico ritmo che conta è quello che ti fa continuare a leggere con piacere.

Fissa l’obiettivo partendo dal tuo ritmo reale

C’è un metodo migliore che scegliere una cifra tonda. Invece di partire dal totale annuale, parti da una giornata normale. Quante pagine leggi comodamente in una sera qualsiasi, senza forzare? Dieci? Venti? Prendi quel numero onesto, moltiplicalo per i giorni in cui leggi davvero nell’arco dell’anno, poi converti il totale approssimativo di pagine in numero di libri usando la lunghezza media dei libri che leggi di solito.

Quel numero è il tuo ritmo naturale. Ora fissa l’obiettivo poco al di sotto. Puntare appena sotto il tuo ritmo comodo significa riuscirci regolarmente, e riuscirci regolarmente è ciò che tiene viva un’abitudine. Un obiettivo che superi quasi ogni settimana crea slancio; uno che ti trascini dietro tutto l’anno lo consuma. La nostra guida completa su come fissare un obiettivo di lettura entra più nel dettaglio, anche su come attraversare i periodi più pieni senza mandare tutto all’aria.

Perché un obiettivo piccolo che centri batte uno grande che abbandoni

Immagina due lettori. Uno si dà l’obiettivo ambizioso di cinquantadue libri, legge con foga per sei settimane, resta indietro, vede il divario allargarsi e smette di controllare in primavera. L’altro si dà un obiettivo modesto di diciotto, legge un po’ quasi tutte le sere, lo raggiunge a novembre e si sente abbastanza bene da continuare. A dicembre il lettore modesto non solo ha letto di più: ha ancora l’abitudine. L’altro ha un buon proposito naufragato e una vaga sensazione di fallimento.

Succede di continuo. Un obiettivo troppo alto non ti fa leggere di più; ti fa sentire in ritardo, e sentirsi in ritardo demotiva. Un obiettivo al tuo ritmo reale, o appena sotto, trasforma la lettura in una serie di piccole vittorie. La verità meno ovvia sugli obiettivi di lettura è che la cifra più efficace è spesso quella più piccola, perché finire l’anno avendo conservato l’abitudine vale più di qualsiasi totale.

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Tieni d’occhio ciò che il conteggio dei libri nasconde

Se contare i libri è una misura grossolana, la soluzione è guardare oltre il conteggio. Le pagine lette e i giorni di lettura raccontano molto meglio il tuo anno, e rendono giustizia ai libri impegnativi che un semplice conteggio svaluta. Un anno di dieci romanzi pesanti può sembrare magro accanto a uno di trenta libri leggeri se guardi solo la cifra, mentre le pagine spesso raccontano il contrario.

È qui che le statistiche di lettura si guadagnano il loro posto. Vedere insieme le pagine, i giorni di lettura e i libri finiti ti dà un quadro onesto di quanto leggi davvero, senza la distorsione del contare solo i libri. E dà a un conteggio modesto tutto il peso che merita. Puoi scegliere fra un obiettivo giornaliero di pagine e una data entro cui finire usando gli obiettivi di lettura, e lasciare che le statistiche mostrino la sostanza dietro la cifra.

Il punto è esserci, non arrivare in fondo

Se porti a casa una cosa sola, che sia questa: sposta l’obiettivo dalla quantità alla costanza. Lo scopo non è raggiungere una cifra entro dicembre. Lo scopo è essere una persona che legge, quasi tutti i giorni, per anni. Il numero di libri letti in un anno è solo uno dei modi per misurarlo, e nemmeno il migliore.

Quindi datti pure una cifra se la struttura ti aiuta, ma dattela con gentilezza, ricavala dal tuo ritmo reale e tienila con leggerezza. Poi dimenticatene quasi sempre e limitati a leggere stasera. Fallo abbastanza spesso e il totale annuale si sistema da sé, qualunque sia. Chi legge un po’ quasi ogni giorno finirà sempre per leggere più di chi rincorre una cifra eroica abbandonata a marzo.

Domande frequenti

Quanti libri si dovrebbero leggere in un anno?

Non esiste una cifra corretta valida per tutti. L’obiettivo annuale giusto dipende dalla tua velocità di lettura, dal tipo di libri che leggi e dal tempo che hai davvero. Un obiettivo sensato nasce dal tuo ritmo reale, non da una cifra tonda vista online. Per molte persone qualcosa tra i dodici e i trenta libri all’anno è realistico, ma un numero che raggiungi conta molto più del numero in sé.

Quanti libri legge in media una persona in un anno?

Le indagini degli ultimi anni indicano una forbice molto ampia: gran parte degli adulti legge solo una manciata di libri all’anno e un gruppo più ristretto ne legge decine. Le medie sono gonfiate dai lettori forti, quindi dicono poco su cosa dovresti puntare tu. Prendi qualsiasi cifra come contesto vago, non come un record da battere.

Leggere 50 o 100 libri all’anno è un buon obiettivo?

Può esserlo, se è compatibile con la tua vita e ti diverte. Per la maggior parte delle persone che lavorano e hanno altri impegni, obiettivi molto alti creano una pressione che porta a leggere in diagonale, ad abbandonare libri o a esaurirsi. Una cifra alta non è migliore di per sé. Un obiettivo più piccolo che centri con costanza costruisce una vita da lettore più solida di uno grande che lasci cadere a marzo.

Come calcolo un obiettivo di lettura realistico?

Ricavalo dal tuo ritmo reale. Annota quante pagine leggi comodamente in una giornata normale, moltiplica sull’anno e converti il risultato in un numero approssimativo di libri. Poi fissa l’obiettivo poco sotto quel ritmo comodo, così lo centri spesso. Potrai sempre alzarlo quando l’abitudine sarà stabile.

Conta quanto sono lunghi i libri?

Sì, ed è un altro motivo per cui il conteggio dei libri è una misura imperfetta. Dieci romanzi densi da seicento pagine sono un anno molto diverso da quaranta libri brevi. Se leggi libri lunghi o difficili, un totale più basso non significa leggere di meno. Tenere d’occhio le pagine oltre al numero di libri dà un quadro molto più fedele del tuo anno.

Perché la costanza batte la quantità?

Perché una vita da lettore si costruisce giorno per giorno, non a scorpacciate occasionali. Leggere un po’ quasi tutti i giorni ti tiene dentro l’abitudine, nell’arco dell’anno rende più di qualche maratona sporadica ed è molto più sostenibile. Un ritmo modesto e costante chiude quasi sempre l’anno davanti a uno ambizioso e discontinuo.